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RIFLESSIONI DI FINE ANNO
Un altro anno se ne va....... guardo indietro,
cerco di ricordarmi quello che è successo
nell'arco di quest'anno.
Non è facile ricordarsi tutto!
Buon segno, anzi se sono qua a pensare,
a cercare di ricordare i fatti accaduti
vuol dire che tutto è andato bene!
Mi auguro dunque
di ritrovarmi qua anche l'anno prossimo
e che anche il prossimo scorra come questo
che se ne va...
con qualche lieve cambiamento positivo....
qualche soldino in + in tasca, ...ehehe....
non guasta....per poter soddisfare determinate esigenze familiari.
Auguro a tutti un anno felice, sereno,
ma soprattutto tanta, tanta salute....
per poter affrontare con energia e bene
tutto quello che si presenterà
sia le cose belle e sia le cose brutte.
TAHIRA
" Se davvero potessimo
aprire i cuori non sarebbe affatto difficile essere felici." Da Apriti cuore di Madre Teresa di Calcutta
MESSAGGIO UMANITARIO Un po' di bontà
Ci sono dei medici, come del resto sapete già, che si prodigano per curare persone che hanno bisogno senza avere introiti.
Sacrificano la loro vita per aiutare chi ha bisogno di cure e di medicinali.
Hanno fatto di tutto per permettere che le persone ammalate potessero avere medicinali a basso costo.
E' accaduto, invece,che la compagnia farmaceutica Novartis ha fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi più bassi.
Se dovesse vincere la Novartis i medicinali non avrebbero dei prezzi accessibili.
MFS invitano a firmare la petizione per
per chiedere a Novartis di rinunciare all'azione giudiziaria. Sostengono che
" IL DIRITTO ALLA VITA VIENE PRIMA DEL DIRITTO A
FARE PROFITTI.
CHIEDI A NOVARTIS DI RINUNCIARE
ALL'AZIONE GIUDIZIARIA CONTRO
IL GOVERNO INDIANO".
Cari amici firmate anche voi, sostenete e informate di questa grande azione umanitaria.
Tradizioni NatalizieTradizioni natalizie tipiche della Campania… per essere più precisa, o quasi, località della Campania Hola amici del blog! Non so se avevate capito, forse sì J, io sono d’origine campana. Da molti anni vivo in un’altra regione. In questo periodo natalizio mi ritornano in mente le tradizioni gastronomiche campane….! Farò un semplice percorso culinario cominciando dallo spuntino di mezzogiorno circa della VIGILIA DI NATALE…. Si mangia la scarola! é lessata a cespi interi, all’interno del cespo si mettono olive, acciughe, aglio, uva passa, pinoli…. e….più metti + trovi…
Il tutto si lega con un filo, tipo involtino, per evitare che fuoriescano gli ingredienti e si lascia insaporire… e dopo slummmm…si mangia….
il capitone e i broccoli di Natale
( verdura lessata, poi condita con olio e aglio….mmhhh quanto mi piacciono!) La mia mamma preparava anche frittelle in cui metteva pezzetti di baccalà lesso. Questo è sempre stato lo spuntino prandiale natalizio a casa mia! LEGGERO COME VI HO DETTO! O NO?
A sera a tavola non mancano mai gli SPAGHETTI CON LE VONGOLE
e ancora …capitone, baccalà, frutta secca…noci, nocciole e i dolci natalizi… sempre tipici della Campania.
I dolci che immancabilmente si vedono a tavola sono i famosi roccocò. Sono dolci a forma di ciambella e molto duri per cui bisogna avere dei buoni denti per mangiarli…le persone con denti fragili o privi denti “ se’ nzuppn“ ovvero li inzuppano nel vino o nel vermouth….
I MUSTACCIOLI… dolci a forma di rombo ricoperti di glassa al cioccolato.MMMMMM che buoni ragazzi… Non mancano dolcetti di varie forme con pasta di mandorle…. Ci sono altri dolcetti tipici della Campania come i SUSAMIELLI
e i DIVINAMORE… Chi ne conosce altri si faccia avanti. NATALE Natale
è la più bella festa dell'anno.
Mi coinvolge,
mi provoca una forte emozione.
Quante luci si vedono lungo le strade, nelle vetrine
dei negozi, nelle case,
lungo i balconi.
A me trasmettono tanta tristezza,
mi provocano una forte nostalgia del tempo che fu.....
Alla fine del giorno di Natale, verso sera,
la mia mamma diceva
" Ringraziamo Dio per averci concesso di vivere questo giorno,
persone migliori di noi non l'hanno vissuto "!
Il Natale rappresenta
profondi valori che dovrebbero
sempre convivere con noi.
AMORE
SERENITÀ, FRATELLANZA, SOLIDARIETÀ, UGUAGLIANZA RISPETTO, GIOIA, PACE, GIUSTIZIA, AMICIZIA, BONTà, CARITà, UMANITà "Inserisco in questo post parte del messaggio URBI ET ORBI di SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI -NATALE 2006. Il messaggio di Sua Santità è molto forte! Tocca i problemi gravi che permangono tuttora nella nostra società, i conflitti tra stati che ancora persistono e le situazioni conflittuali e ingiuste che permangono nell'America Latina. "Ma ha ancora valore e significato un "Salvatore" per l’uomo del terzo millennio? E’ ancora necessario un "Salvatore" per l’uomo che ha raggiunto la Luna e Marte e si dispone a conquistare l’universo; per l’uomo che esplora senza limiti i segreti della natura e riesce a decifrare persino i codici meravigliosi del genoma umano? Ha bisogno di un Salvatore l’uomo che ha inventato la comunicazione interattiva, che naviga nell’oceano virtuale di internet e, grazie alle più moderne ed avanzate tecnologie massmediali, ha ormai reso la Terra, questa grande casa comune, un piccolo villaggio globale? Si presenta come sicuro ed autosufficiente artefice del proprio destino, fabbricatore entusiasta di indiscussi successi quest’uomo del secolo ventunesimo. Sembra, ma così non è. Si muore ancora di fame e di sete, di malattia e di povertà in questo tempo di abbondanza e di consumismo sfrenato. C’è ancora chi è schiavo, sfruttato e offeso nella sua dignità; chi è vittima dell’odio razziale e religioso, ed è impedito da intolleranze e discriminazioni, da ingerenze politiche e coercizioni fisiche o morali, nella libera professione della propria fede. C’è chi vede il proprio corpo e quello dei propri cari, specialmente bambini, martoriato dall’uso delle armi, dal terrorismo e da ogni genere di violenza in un’epoca in cui tutti invocano e proclamano il progresso, la solidarietà e la pace per tutti. E che dire di chi, privo di speranza, è costretto a lasciare la propria casa e la propria patria per cercare altrove condizioni di vita degne dell’uomo? Che fare per aiutare chi è ingannato da facili profeti di felicità, chi è fragile nelle relazioni e incapace di assumere stabili responsabilità per il proprio presente e per il proprio futuro, si trova a camminare nel tunnel della solitudine e finisce spesso schiavo dell’alcool o della droga? Che pensare di chi sceglie la morte credendo di inneggiare alla vita? Come non sentire che proprio dal fondo di questa umanità gaudente e disperata si leva un’invocazione straziante di aiuto?........Chi farà risuonare in ogni angolo della Terra, in maniera credibile, questo messaggio di speranza? Chi si adopererà perché sia riconosciuto, tutelato e promosso il bene integrale della persona umana, quale condizione della pace, rispettando ogni uomo e ogni donna nella propria dignità? Chi aiuterà a comprendere che con buona volontà, ragionevolezza e moderazione è possibile evitare che i contenziosi si inaspriscano e condurli, anzi, a soluzioni eque?Con viva apprensione penso, in questo giorno di festa, alla regione del Medio Oriente, .....Metto nelle mani del divino Bambino di Betlemme i segnali di ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi, di cui siamo stati testimoni in questi giorni, e la speranza di ulteriori confortanti sviluppi. Confido che, dopo tante vittime, distruzioni e incertezze, sopravviva e progredisca un Libano democratico, aperto agli altri, in dialogo con le culture e le religioni. Faccio appello a quanti hanno in mano i destini dell' Iraq, perché cessi l'efferata violenza che insanguina il Paese e sia assicurata ad ogni suo abitante un'esistenza normale. Invoco Dio perché nello Sri Lanka trovi ascolto, nelle parti in lotta, l'anelito delle popolazioni per un avvenire di fraternità e di solidarietà; perché nel Darfur e dovunque in Africa si ponga fine ai conflitti fratricidi e vengano presto rimarginate le ferite aperte nella carne di quel Continente, si consolidino i processi di riconciliazione, di democrazia e di sviluppo. Conceda il divino Bambino, Principe della pace, che si estinguano quei focolai di tensione che rendono incerto il futuro di altre parti del mondo, in Europa come in America Latina." AUGURI< Manca un giorno a Natale! AUGURO A TUTTI UN NATALE FELICE, PACE E SERENITà! Ricordiamoci un po' degli altri... pensiamo alla fame nel mondo... alle guerre.... alle violenze, alle ingiustizie, allo sfruttamento di bambini...e a tanto altro ancora...
Feliz Navidad Sretan Bozic Gezur Krislinjden Feliz Navidad Sretan Bozic Joyeux Noel TAHIRA
ALBERO DI NATALEMolte sono le leggende riguardo alle origini della tradizione dell'albero di Natale. Eccovene una: "In un villaggio, alla Vigilia del Natale, un ragazzo si recò nel bosco per cercare un ceppo di quercia da bruciare nel camino così come era tradizione . Però, attardatosi, si perse durante una fitta nevicata. Per ripararsi dalla neve si rifugiò sotto l'unico albero ancora verdeggiante, in mezzo a tutte le altre piante spoglie. Quell'albero era l'abete. Il ragazzo, infreddolito e impaurito, si raggomitolò ai piedi del tronco e si addormentò. L'albero si impietosì e per meglio ripararlo abbassò i suoi rami fino a terra, quasi a formare un riparo per proteggere il ragazzo dalla neve e dal freddo. Al mattino fu svegliato dalle voci dei suoi compaesani che lo stavano cercando. Solo dopo che si ritrovarono, tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che la natura aveva creato: la neve, posandosi sui rami, aveva formato decorazioni scintillanti che, insieme ai tanti ghiaccioli, brillavano alla luce del sole. Così l'abete venne preso come simbolo del Natale e in tutte le case lo si decora e lo si illumina per ricreare lo spettacolo sfolgorante che apparve in quel bosco ai contadini, la mattina di Natale. Da allora anche gli abeti nelle foreste mantennero la caratteristica di piegare i rami verso il basso.! Da allora anche gli abeti nelle foreste mantennero la caratteristica di piegare i rami verso il basso.!
LE ORIGINI DEL PRESEPIO
Il PresepioSiamo ormai alle porte dell'inverno e un pensiero assillante dominava la mente di Francesco: l'avvicinarsi della ricorrenza della nascita del Redentore.Il poverello di Cristo, nella sua innata semplicità si fece audace, e durante l'udienza pontificia, concessagli per lo scopo suddetto, umilmente chiese al Papa la licenza di poter rappresentare la natività. Infatti, dopo il viaggio in Palestina, Francesco, rimasto molto impressionato da quella visita, aveva conservato una speciale predilezione per il Natale e questo luogo di Greccio, come dichiarò lui stesso, gli ricordava emotivamente Betlemme. Tormentato dal vivo desiderio di dover celebrare quell'anno, nel miglior modo possibile, la nascita del Redentore, giunto a Fonte Colombo, mandò subito a chiamare Giovanni Velita, signore di Greccio, e così disse: "Voglio celebrare teco la notte di Natale. Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante." Il cavaliere Velita aveva quindici giorni per preparare quanto Francesco desiderava e tutto ordinò con la massima cura ed " il giorno della letizia si avvicinò e giunse il tempo dell'esultanza!". Da più parti, Francesco aveva convocato i frati e tutti gli abitanti di Greccio. Dai luoghi più vicini e lontani mossero verso il bosco con torce e ceri luminosi. Giunse infine il Santo di Dio, vide tutto preparato e ne gode. Greccio fu così la nuova Betlemme! Con somma pietà e grande devozione l'uomo di Dio se ne stava davanti al presepio, con gli occhi in lacrime e il cuore inondato di gioia. Narra Tommaso da Celano: "Fu talmente commosso nel nominare Gesù Cristo, che le sue labbra tremavano, i suoi occhi piangevano e, per non tradire troppo la sua commozione, ogni volta che doveva nominarlo, lo chiamava il Fanciullo di Betlemme. Con la lingua si lambiva le labbra, gustando anche col palato tutta la dolcezza di quella parola e a guisa di pecora che bela dicendo Betlemme, riempiva la bocca con la voce o meglio con la dolcezza della commozione". E narrasi ancora come vedesse realmente il bambino sulla mangiatoia, scuotersi come da un sonno tanto dolce e venirgli ad accarezzare il volto. Un cavaliere di grande virtù e degno di Fede, il signore " Giovanni da Greccio" asserì di aver visto quella notte un bellissimo bambinello dormire in quel presepio ed il Santo Padre Francesco stringerlo al petto con tutte e due le braccia. La narrazione della visione di questo devoto cavaliere è resa credibile non solo dalla santità di colui che la vide con i suoi occhi, ma è confermata anche dai miracoli che ne seguirono: come quello della paglia di quel presepio, che serviva per sanare in modo prodigioso le malattie degli animali ed ad allontanare le pestilenze, per la misericordia del Signore. Così ebbe origine il tradizionale Presepio che si costruisce in tutto il mondo Cristiano, per ricordare la nascita del Redentore. (Tratto dalla Pro Loco di Greccio )
VOGLIA DI PACE
Immagine tratta da: windoweb.it/IEP/costume/natale.htm VOGLIA DI PACE Le voci dei bimbi il vento raccoglie e poi le sparpaglia tra i rami e le foglie di alberi antichi, con grosse radici che sanno ascoltare le cose che dici per poi raccontarle, giù... giù... nel profondo al Cuore che batte al centro del mondo.
Se un bimbo sorride, sorride anche il Cuore ed ecco spuntare in un prato un bel fiore. Se un bimbo è felice, il Cuore è contento e nascon farfalle che danzan col vento.
Ma, a volte, le risa diventano pianti: le lacrime scendono, calde e pesanti, colpiscon la Terra che trema, impaurita, vedendo la morte mischiarsi alla vita.
Ossezia, Israele, Iraq, Palestina... tra bombe e fucili la morte cammina, portando con sé ceceni, afghani e tanti, tantissimi bimbi africani!
Bombardano, sparano e parlan di pace, al Cuore del mondo ‘sta cosa non piace: “Se di odio e violenza riempite la Terra, non siate bugiardi: chiamatela guerra!
La pace è sorridere, darsi la mano, dormire tranquilli, guardare lontano e in fondo vedere, nel cielo sereno, i sette colori dell’arcobaleno.
Soltanto se spargi la voglia di amare il vento sorride e può allora portare agli alberi antichi e alle loro radici le voci ed i sogni di bimbi felici!” Elio Giacone
PINOCHET
E' morto Pinochet! Parlare della morte di qualcuno non suscita mai gioia. Eppure nel Cile c'è chi festeggia per la sua morte, anzi sono in molti.
La dittatura di Pinochet non è stata costruttiva e positiva per il Cile, fu il promotore del golpe cruento dell'11 settembre 1973. Destituì Allende che, si dice, poi si uccise. Con la sua dittatura iniziarono ingiustizie, violenze-torture e scomparsa di tante persone, DESAPARECIDOS. La sua dittatura finì nel 1990 con questo bilancio: circa 2000 desaparecidos, + 27 mila vittime di torture o di detenzione perchè oppositori del regime. Testimonianza di Juan Fernando Prieto Alaniz, uno dei tanti che subirono torture subito dopo il golpe e uno dei pochissimi che si salvarono. La testimonianza è tratta da Ansa.it "Ero rinchiuso in un camerino. Mi hanno picchiato e torturato ripetutamente. Erano militari, incappucciati. Per tre giorni sono rimasto incosciente, con la testa rotta in 12 punti e un braccio frantumato". Quanto sangue si è versato nel mondo senza giustificazioni..... quasi mai si è compreso il perchè di tante guerre.... Ancora sentiamo parlare di guerre, purtroppo, di morti. Innocenti che muiono, che vengono uccisi vigliaccamente. Siamo stanchi di sentire queste orrende notizie, che scuotono e rattristano i nostri cuori. L'ambizione, l'avidità, la sete di potere sono le principali cause delle guerre...la guerra è.... POTERE -RICCHEZZA! SPERO CHE QUESTO NATALE PORTI A TUTTI NOI UN MONDO DIVERSO... UN MONDO CON UN IMMENSO PRATO VERDE DOVE TUTTI I BAMBINI POSSANO GIOCARE FELICI... CHE PORTI PACE NEL MONDO QUESTO SAREBBE IL REGALO + BELLO + GRANDE PER TUTTI NOI....
LEGGIAMO E RIFLETTIAMO NATALE, UN GIORNO di Hirokazu Ogura Perché dappertutto ci sono cosi tanti recinti? In fondo tutto il mondo e un grande recinto. Perché la gente parla lingue diverse? In fondo tutti diciamo le stesse cose. Perché il colore della pelle non e indifferente? In fondo siamo tutti diversi. Perché gli adulti fanno la guerra? Dio certamente non lo vuole. Perché avvelenano la terra? Abbiamo solo quella. A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo. Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele. Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta. Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno. Ripubblicazione.....INSIEME05 DICEMBRE 2006: SONO TRASCORSI 15 ANNI DA QUEL GIORNO!
Dopo molti anni di incertezza prendemmo la fatidica decisione...insomma ci sposammo...
..insieme abbiamo affrontato tante esperienze ...negative e positive...felici e tristi..
speriamo di viverne ancora e di affrontare gli ostacoli, che via via si presenteranno, con forza... con tranquillità e serenità...con animo gioioso e .....
uniti...
PER SEMPRE
STELLA DI NATALE...la leggenda
La leggenda della Stella di Natale
Si narra che il 25 dicembre di tanti anni fa, non si qual ,, un bimbo povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita. Triste e vergognoso per il suo poco degno mazzo di frasche e di erbette, il bambino perse una lacrima fra quei ramoscelli che un miracolo trasformarono nel fiore più rosso e bello: quello che noi oggi chiamiamo stella di Natale.
IL NATALE!....LEGGIAMO E RIFLETTIAMOVIANDANTE NON SBIRCIARE SOLO .... LEGGI IL BREVE RACCONTO...
TROVA UN PO' DI TEMPO ANCHE PER QUESTO....
NON ESSERE SEMPRE PRESO DA UN SOLO SCOPO....
LEGGI.....
RIFLETTI...
CI STIAMO AVVICINANDO AL NATALE...
...MOLTI HANNO GIà INIZIATO
A SCORRAZZARE PER I NEGOZI...
CERCANO DI RISOLVERE IL PROBLEMA DEI REGALI....
![]() da "PER LORO NON C'ERA POSTO"
di Lorenzo Milani È venuto Roberto oggi a riguardarmi il fornello.
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