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Pensieri di Tahira
Mi mancavano le foglie svolazzanti autunnali....eppure siamo giunti alla fine dell'autunno..manca poco per l'inverno... da qualche giorno sono comparse....tante ma proprio tante....gialle ... marroni e secche.... ho avuto una sensazione bella e piacevole ...ne sono felice ........ che piacere calpestarle.......osservarle....vederne mucchi qua e là...o vederle tutte raccolte intorno al tronco...come desiderose di riparo...di protezione e di riaggrapparsi all'albero per poter continuare a vivere..per produrre il dolce e carezzevole fruscio, molto melodioso e rilassante... che gioia vederle ...ma anche tristezza mi provocano...sembra che la vita si allontani....
Veder cadere le foglie
Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali Soprattutto se sono ippocastani soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso. Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali dei viali d'ippocastani. (N.Hikmet) Riflessioni di Tahira
Oggi è una tristissima domenica...grigia...ops...come sempre il tempo influisce sul nostro stato d'animo.., Ci sono dei momenti della vita in cui voliamo a quota bassa...metaforicamente parlando.....ci sembra di essere in un pallone gonfio dove non possiamo muoverci...ci sentiamo bloccati...soffocati...sopraffatti dagli impegni quotidiani...corri qua ...corri là ...sempre pronti a correre ...secondo noi siamo gli unici a poter affrontare le situazioni contigenti familiari.... Ci sentiamo stanchi ..tristi...demoralizzati....pochi...forse nessuno si accorge di questo e allora te lo rigiri nel tuo intimo...ti riporta nella mente altri tristi momenti della vita ... persone care che non vedi ...mah...è inutile rimuginare...tiriamoci sù le maniche e riprendiamo il nostro cammino...vogliamo andare avanti......pensiamo di essere sempre forti...energici...e mettiamo da parte la nostra fragilità.... Ripartiamo con lentezza e poi ....basta una semplicissima soddisfazione momentanea, un nonnulla quasi ..per farci ripartire con energia.
@#@UN PO' DI KAHLIL GIBRAN@#@ KAHLIL GIBRAN
PENSIERO SERALE
Chissà quando ci sarà un mondo senza guerre... senza fame... senza violenza... senza povertà... senza malattie... senza discordia... senza odio.... un mondo in pace....
La guerra che verrà Non è la prima. Prima Bertolt Brecht
MARTIN FIERRO
El gaucho Martín Fierro è la storia di un cantore costretto ad arruolarsi e poi mandato a combattere contro gli Indios. Diserta poi, torna a casa e non trova la famiglia. Va a vivere con gli indios e diventa un fuorilegge. Il poema narra il difficile adattamento del protagonista alla civiltà moderna.
Ceibo il fiore nazionale argentino
Col “ Il ritorno di Martín Fierro ovvero La vuelta de Martín Fierro del 1879 ” finalmente ritrova i suoi figli, la sua famiglia, e riesce ad unirsi a loro. Ritornò, quindi, ad essere un membro della società sacrificando gran parte della sua preziosa indipendenza. L'opera si chiude con un nuovo dividersi della famiglia. Il poema fu scritto da José Hernández (1834-1886), che con la sua opera contribuì allo sviluppo della letteratura gauchesca, furono descritte la condizione della popolazione rurale, i loro costumi, le loro usanze Hernandez fu un gran patriota. Col poema epico popolare Martín Fierro, portò nella letteratura la vita di un gaucho, che a suo parere rappresentava il vero carattere argentino. Si ritrovò in contrasto con gli interessi politici di quel tempo.
La cultura argentina, fino all’inizio del 1800, fu molto condizionata dal governo spagnolo, ma il forte bisogno dell’indipendenza, della libertà e del sentimento nazionale esaltò gli animi degli argentini. Questi sentimenti contribuirono allo sviluppo della letteratura 'gauchesca'. (Estratto da wikipedia-Il gaucho è un mandriano, tipico delle pampas dell'America meridionale, propriamente del cosiddetto Cono sud. E’ un uomo che vive nelle praterie, rappresenta l’incrocio delle popolazioni locali). ROSINA
C’era una volta…. …ROSINA, regina di Beloro, città del Ghana. 15 anni fa decise di partire ed emigrò in Italia. Delegò il fratello a governare la piccola città di Beloro, il quale nelle questioni più importanti doveva consultarla anche da lontano. In Italia si fermò a Schio in provincia di Vicenza.
Era separata dal marito e per poter pensare ai suoi tre figli, Federico, Francesca e Maria Rosa, cercò lavoro. Cominciò a lavorare come colf. Il suo lavoro serviva e serve tuttora, ad accantonare risparmi, da inviare nel suo regno. Vi ritorna una volta l’anno con cibo, indumenti, farmaci, raccolti per lei dalla Caritas e vi si ferma per due mesi. In quei due mesi si consulta con gli anziani, risolve le questioni importanti, infligge multe….. Rosina ovvero Nanà Mawusi è una donna semplice, umile, intelligente, saggia e sempre pronta a dare consigli alle persone, è una donna con gran carisma! Per cinque anni non fece mai sapere di essere una regina perchè se ne vergognava. La sua vera funzione fu scoperta in occasione del battesimo della figlia Maria Rosa. In quell’occasione Denia Frigo, la padrona per la quale lavora e madrina di battesimo della bambina, scopre di avere come colf una sovrana. Alcuni invitati di colore si presentano in chiesa indossando una t-shirt bianca su cui era stampato il viso di Nanà, inoltre si rivolgevano a lei con gran rispetto. Tuttora lei si prodiga per sostenere il suo popolo e per risolvere i problemi della sua città-regno.
Afferma«Non sono venuta in Italia con l’intenzione di fare le pulizie, ma per cercare di dare qualche cosa al mio popolo. Il bisogno di lavorare mi ha spinto a cercare un posto. Qualsiasi. Del resto, io so fare soltanto le pulizie e la regina». Non pensate che questa sia è una favola! Non lo è…è una storia vera…ma proprio vera e successa ai tempi nostri…
BUONA DOMENICA A TUTTI! MITI E LEGGENDE
La bella Elena Baele.
Si narra dell'esistenza di una bella e sfortunata fanciulla, una tale Elena Baele, di nobile Casato, vissuta nelle terre del Capo di Milazzo, tra i poderi degli ulivi antichi e le scogliere a picco sul mare... La poverina si era perdutamente innamorata del figlio del campiere, che lavorava alle dipendenze del padre... i due giovani si amavano in segreto ed insieme, essendo due cavallerizzi provetti, facevano lunghe passeggiate tra le splendide scogliere del Capo, là dove Milazzo abbraccia il mare tra le spume e si protende verso le isole Eolie... Ebbene, essendosi il padre della bella giovine accorto di quanto accadeva, pensò bene di congedare la famiglia del ragazzo dalle sue terre, data loro una lauta ricompensa di buonuscita... tuttavia Elena, presa dallo sconforto, non trovando più il suo amato, chiese il permesso di fare una cavalcata, e galoppò col suo destriero fin oltre le scogliere del Capo, lanciandosi nel vuoto dalla rupe e finendo tra le spume di quel mare che aveva da sempre ammirato nell'abbraccio amoroso col suo lui. negli splendidi tramonti della Baia... La leggenda narra che nelle notti d'estate il fantasma della sfortunata giovane cavalchi ancora tra le scogliere in cerca del suo uomo... ma nessun pescatore che la scorge ha paura di lei, anzi si commuove ascoltando i suoi singhiozzi.... da :http://lorysmile.altervista.org/la_mia_citta.htm#ELENA
RIFLESSIONI DI TAHIRA
Che giornata oggi! E’ tipicamente autunnale..cielo grigio…tempo incerto! E’ deprimente…T’incupisci…si sente una malinconia interiore…una profonda tristezza che ti stimola a piangere…ti sprona a quel pianto liberatorio…quel pianto colmo di tristezza e dolore…che nel contempo ti spinge con la mente lontano…lontano.lontano… A quel tempo quando avevi un PUNTO DI RIFERIMENTO sicuro, fermo. gioioso …sempre pronto a lottare per te…e per chi intorno gli stava… All’infanzia, all’adolescenza, alla giovinezza ormai trascorse…a quel momento magico della vita quando vivi in simbiosi con la persona che tanto ami a cui tanto sei unita… la MAMMA… Le mamme..Ah sono sante e benedette le mamme! Quanto mancano quando non ci sono!…Quanto manca il loro infinito amore …. Ecco la causa della malinconia! La sua figura la porti sempre nel tuo cuore…non si allontana mai da te, è sempre presente…anche vorresti la sua presenza fisica…. In questi giorni è ancora più doloroso il suo ricordo…più incalzante…più incombente…. Si pensa… e intanto… Lo sguardo è proteso speranzoso…incerto…triste… verso uno spazio lontano….verso il sole che tramonta immancabilmente... si scruta l’orizzonte come alla ricerca di un punto lontano… invisibile ai tuoi occhi….alla ricerca di un'illusione..anche se irrealizzabile....... intangibile... La fine del giorno DI CHARLES BAUDELAIRE |
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