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日志


IL GIORNO DELLA MEMORIA

 

                                                                                                                      

 A volte non parliamo di un problema perchè pensiamo che sia inutile, tanto, ci diciamo,  tutti ne sono a conoscenza....

Invece, non si deve accantonare nulla...altrimenti resta nel dimenticatoio.

Tutto bisogna riprendere, discuterne.....non bisogna dimenticarsi di nulla....sia del brutto e sia del bello della nostra vita, di quella degli altri e della storia delmondo.......
Ricordare equivale a non dimenticare....
                     

Legge 20 luglio 2000, n. 211

Art.1

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."

                                                                                           


 
Il GIORNO DELLA MEMORIA
 
è
 
la memoria di chi non c'è più,
per l'egoimo  di qualcuno...
per discriminazioni razziali
 
la memoria di chi  non c'è più
perchè persona di poco valore,
inferiore a chi
cercò di dominare l'Italia
......tutta l'Europa...
è la memoria degli ebrei...
dei vecchi...
dei bambini ...
di coloro che
avevano idee divergenti
dal potere
di chi era disabile...
di chi era diverso....
degli omosessuali...
degli zingari...
Vi sembra giusto quanto accadde?
 
 
Tra il 1933 e il 1945 ci fu lo sterminio, l'annientamento  di quasi tutti gli  ebrei e di milioni di altre persone.

Una fossa comune al campo di concentramento di Bergen-Belsen- da Wikipedia

Il 20 gennaio 1942 a Wannsee,  sobborgo di Berlino, furono puntualizzati i dettagli della

"SOLUZIONE FINALE"

- deportazione degli ebrei nei campi di sterminio;
- morte immediata  per i bambini, per i vecchi e per i deboli,
cioè chi non poteva lavorare;
- separazione  degli ebrei in base al sesso;
- decimazione a causa dei lavori forzati e per scarsa alimentazione
 ( campi di concentramento);
- uccisione di chi sopravviveva.
 

 

 
 
 Dachau,

Buchenwald,

Sachsenhausen 

Sono  alcuni tra i primi campi di concentramento.

 

 

Era un inferno la vita in un campo di concentramento.

Ne è la prova :

"SE FOSSI UN UOMO"

di Primo Levi che fu uno di alcuni sopravvissuti a tale eccidio.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Buchenwald.jpg‎ da Wikipedia 

 

 

 

Auschwitz, Treblinka, Sobibor, Maidanek, Chelmno e Belzec 
 
 
 
furono  campi di sterminio...i campi progettati per la morte...
Auschwitz e Maidanek
avevano anche campi da lavoro....
Nel campo di sterminio di Auschwitz
furono fatte anche sperimentazioni mediche....
 
 
 
 
 
 
 
Non possiamo dimenticare questa strage inutile...
 
Non possiamo nascondere   questo tristissimo periodo della nostra storia...
 
 
bisogna parlarne
parlarne..
parlarne..
all'infinito...
fatti simili non devono più accadere...
non dobbiamo più permettere una tale atrocità
EVITIAMO CHE ACCADA...
CHE SI RIPETA.....
che non accadano più fatti come a
 
MARZABOTTO...
 
alle FOSSE ARDEATINE A ROMA
e in tantissimi altri luoghi.
                 
 
   “Tra le molte voci che nel corso della storia si sono levate a difesa della dignità umana in tempi di grandi sofferenze e lutto, nessuna è più insistente di quella di Anne Frank” (John F. Kennedy, Presidente degli Stati Uniti, 1961)
 
 
 
 
 
 
 

"Dov'era Dio ad Auschwitz?"

Tratto da http://www.italya.net/shoa/shoa.htm

e',

naturalmente,

Dio non c'era ad Auschwitz.

Oppure si era addormentato

solo per cinque minuti.

Come sta dormendo ancora oggi

mentre

gli eccidi nel mondo

si succedono

come niente fosse.

In questo momento proprio,

c'e' un eccidio 

in Africa.

E nessuno dice niente.

I giornalisti sono molto occupati

in questi giorni

a filmare e descrivere

il dolore in Israele ed in Palestina.

Dell'Africa se ne parlerà quando

le sue anime

si saranno spente.

Non ci sono Popoli Santi, ne' Santi, ne Santi Popoli:

c'e' solo un piccolo pianeta

che sta andando a rotoli nello spazio,

e c'e' anche un genere umano

che sta perdendo i suoi colori

ed i suoi profumi.

 

 

RICORDATE  :

                                                    "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni

verso gli altri in spirito di fratellanza"

Articolo 1 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

 

 

 Lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni nel campo di  concentramento di Pustkow.

http://www.majorana.org/progetti/shoah/sommario.htm  

 Miei cari genitori,


se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me.
Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli).
Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia.
L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango…

 

Qualcuno pensa che lo sterminio degli ebrei sia solo una leggenda...ma io non sono d'accordo!

 

RICORDARE ....PER NON DIMENTICARE! 

Per approfondire:

http://www.annefrankguide.nl/it-IT/index.asp

http://www.olokaustos.org/

AUGURI...AUGURI

 

 

 

Oggi è il compleanno della mia dolce metà...

anche per lui un altro anno è trascorso....

C'è dolce per tutti...

 

Spero che il dolce  piaccia e che sia apprezzato....

non bevete troppo...

MySpace

 

 

 

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I MAPUCHE

Quante ingiustizie ci sono nel mondo….

Quanti soprusi e violenze…..

Guerre che avvengono lontano da noi senza che ne siamo a conoscenza… vi sembra strano?

Eppure ce ne sono tante!

Purtroppo queste sono parole che ci toccano sentire spesso e ripetere con profonda tristezza…esse sono come quei virus che non possono essere per niente eliminati e se lo fossero ti ricomparirebbero improvvisamente.

Leggendo il post della mia carissima amica argentina Vero sui Mapuche ho pensato di scrivere qualcosa su questa gente.

http://VeroyBach.spaces.live.com/

Le notizie scritte in corsivo nel post  e le immagini sono tratte da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 Cile regione Araucania

 Regno di Araucania e Patagonia

I Mapuche (dalla fusione di due termini Mapudungun: Che, "Popolo" e Mapu, "della Terra") sono gli abitanti Amerindi originari del Cile Centrale e Meridionale e del Sud dell’Argentina. In Spagnolo sono anche indicati come araucanos (Araucani). Quanto all'origine di quest'ultima denominazione, due sono le scuole di pensiero: c'è chi sostiene che nasca dalla parola Quechua awqa (che significa ribelle), e chi invece giudica più attendibile la sua derivazione dal nome geografico Mapuche Ragko, che vuol dire "acqua argillosa".

I Mapuche hanno un' economia basata sull' agricoltura; la loro organizzazione sociale è sviluppata in famiglie estese, sotto la direzione di un "lonko" o capo, sebbene in tempi di guerra si possano unire in gruppi più larghi ed eleggere un "toqui" ('portatore d'ascia') per guidarli......

I... Mapuche sono un' etnia variegata composta di numerosi gruppi che condividono tra loro una stessa struttura sociale, religiosa ed economica, così come un’eredità linguistica comune. La loro influenza si estende tra il fiume Aconcagua e la pampa Argentina.”.

 

 

Da più di trecento anni i Mapuche lottano e soprattutto difendono le loro

tterre dagli invasori.Grazie alle loro abilità di guerrieri riuscirono a

resistere alle invasioni degli Indios  e,

 2 secoli dopo, nel 1500 a contrastare i conquistadores spagnoli e, più tardi,

dovettero difendersi anche dagli stati nuovi del Cile e dell’Argentina.

 

I Mapuche sono un popolo fiero legato alle loro terre, alla loro lingua

e alle loro tradizioni e lottano per rivendicare questi diritti.

Oggi sia le multinazionali e sia i Cileni continuano a voler sottomettere

questo popolo e a sfruttare il loro territorio.

 

 Immagine tratta da: http://www.mapuche-nation.org/italiano/Indice.htm

Per approfondire consulta: 

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=5770

http://www.daddo.it/dirit23.htm

 

“Dopo una parentesi di speranza durante il Governo di Salvador Allende, il quale fece passi concreti per migliorare le loro condizioni di vita (riconoscendoli come etnia, e tuttavia non come popolo), l'arrivo del golpe militare nell'anno 1973 condusse a violenze e torture di cui i Mapuche furono tra le vittime più colpite”

Vivono in un territorio molto ristretto, ogni famiglia ha pochi ettari di terra, che a mala pena  basta a sfamarli. Sono costretti ad emigrare nelle città, dove, per il loro basso livello d’istruzione, svolgono lavori poco retribuiti.

Questo popolo, nonostante che ci siano leggi internazionali sui diritti umani

e sulle libertà dei popoli indigeni, non riesce a riscattare quanto gli spetta.

Rispetto al resto dell'America latina, il Cile è l'unico paese che insiste a

non voler riconoscere la propria realtà indigena.

@@@@@@

Cinque cose che non sai di me...
Accolgo con piacere l'invito di Rosazzurra a partecipare al gioco.
 
1) Mi piace dire i miei difetti se occorre , non è un problema per me farli conoscere, ma non accetto che gli altri me li dicano con toni inadeguati ...perchè resto male ...sono permalosa infatti .
2) Sono molto impulsiva, troppo! A volte,  secondo me ,  ho reazioni esagerate a qualche stimolo negativo,  poi mi pento e   assumo  il  solito atteggiamento  ... la diplomazia....
3)Voglio sempre fare tante cose..chiedo troppo a me stessa, pur sapendo di non potercela fare.  Non riesco a darmi  certi limiti....insomma voglio sempre strafare...
4)Quando mi metto in testa di  fare qualcosa e   non riesco a farla  mi sento nervosissima...arrabbiata...
5)Mi piace  dare, essere disponibile ...ma mi piace anche ricevere ....
Adesso è la parte + difficile. Devo scegliere 5 persone che devono continuare  la catena....
Allora...allora...
Scelgo:
1)Giovanna......
 
 
 

SOLITUDINE

 

    ED E’ SUBITO SERA

    Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.

    (Salvatore Quasimodo)

APPELLO

Prendendo spunto dall'appello di Marina nei  suoi blog,

http://pc-dipendenza2.spaces.live.com/PersonalSpace.aspx?_c02_owner=1

http://pc-dipendenza1.spaces.live.com/

mi rivolgo a tutti voi che o volutamente o casualmente entrate  nel mio blog

e vi invito a passare per il blog di SIREM.

Leggetelo e comunicatelo agli altri.

Sensibizzate tutti....

 Con la nostra presenza diamo forza a chi soffre,

diamo coraggio a chi si trova a dover

sormontare quei giganteschi ostacoli che spesso

si incontrano  lungo la strada della vita.

 

Vi ri cordo il mio precedende messaggio umanitario:

http://rockino2.spaces.live.com/blog/cns!4BC1BB71FEED573F!1950.entry

 

http://www.msf.org/petition_india/italy.html

 

 

LA BEFANA

 

LA SERA DEL 5 DI UN TEMPO CHE FU, UNA BAMBINA TREPIDANTE ATTENDEVA CON ANSIA L’ARRIVO DELLA BEFANA.

CERCAVA SEMPRE DI RESTARE SVEGLIA PER LA FORTE CURIOSITà...VOLEVA PROPRIO CONOSCERLA! 

GLI OCCHI SPALANCATI NEL BUIO, MA NASCOSTI...

PER NON FARSI VEDERE ....

LE ORECCHIE PRONTE E TESE AD  ASCOLTARE BENE

OGNI PICCOLISSIMO RUMORE.

MA QUANDO ARRIVA? SI CHIEDEVA...GLI OCCHI

VOLEVANO CHIUDERSI 

AVEVA SONNO...

PER ANNI PROVò

SENZA MAI RIUSCIRE A VEDERLA ...

MA UNA NOTTE

COMINCIò A SENTIRE NELLA CUCINA DI CASA

UN RUMORE ...

SI ALZò SILENZIOSAMENTE...

IL CUORE LE BATTEVA FORTE

 PER  L’EMOZIONE..PER LA PAURA

E PER TIMORE  DI ESSERE SCOPERTA...

SEMPRE SILENZIOSAMENTE SBIRCIò IN CUCINA

ATTRAVERSO LA FESSURA DELLA PORTA....

E...DOPO AVER OSSERVATO ATTENTAMENTE ABBASSò GLI OCCHI...

DELUSA SI INFILò SOTTO LE COPERTE....

 IMMAGINE TRATTA DA : pianeta scuola.it 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

" La Befana è una tipica figura del folklore di alcune parti d'Italia. Il suo nome deriva dalla parola epifania, alla quale festività religiosa la figura della Befana è collegata. Appartiene quindi alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie.

Chi vi crede ritiene che la Befana faccia visita ai bambini la notte precedente l'epifania (6 gennaio) per riempire le calze, appositamente lasciate appese dai bambini in quella notte, se sono stati buoni con caramelle e cioccolatini, altrimenti se sono stati cattivi le riempie di carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di dolcetti, regali, ma anche di carbone………

Leggenda

Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare."

Filastrocca

La Befana vien di Notte

con le scarpe tutte rotte

il cappello alla romana

viva viva la Befana.

 La Befana

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati
a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.
Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino
alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.
Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.
Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi
degli angeli festanti
ne' lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita
nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

GOZZANO

Buona Epifania a tutti!

Vorrei

 

 
   

VORREI...  

Io vengo da un Paese assai lontano

dove la terra brucia e caldo è il sol.

Ho tanti sogni chiusi in una mano

e li racconto a chi ascoltarmi vuol.

 

Ha sette giorni la mia settimana,

posso parlare con le farfalle e i fior.

Lo so che la mia lingua sembra strana,

ma è dolce e melodiosa e parla al cuor.

 

Vorrei sentire le fiabe di mia madre

narrate anche ai bambini intorno a me.

Vorrei veder gli amici di mio padre

guardarlo come se lui fosse un re.

 

Vorrei mi sorridesse il mondo intero,

vorrei canzoni allegre da cantar.

Vorrei giocar con tutti, per davvero,

perché a tanti giochi so giocar.

 

Vorrei che non ci fosse più la guerra,

perché la guerra so che adesso c’è.

Vorrei che tutti quanti sulla Terra

sognassero la pace come me.

Vorrei aver le ali per volare

e sparger tra le stelle i sogni miei.

Vorrei un cuore grande come il mare...

queste sono le cose che vorrei!  

                                                Elio Giacone